In Autunno si guarda il cielo, in primavera la terra!

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In Autunno si guarda il cielo, in primavera la terra!

Recita così un famoso aforisma di Søren Kierkegaard, noto filosofo danese. Ma al di là, di una delle tante citazioni scopiazzate dal web, l’Autunno a mio parere è davvero il periodo più bello di ogni anno, e se fossi capace di rendergliene adeguatamente omaggio, scriverei una lode interamente dedicata ad esso. Per il momento mi limito a scrivere on line soltanto il mio pensiero.

Per me l’Autunno non è una semplice stagione, per me davvero è come se fosse un modo di vivere. Questo non vuol dire che io sia una persona triste, tutt’altro sono sempre abbastanza felice e soddisfatto della mia vita. Il rintanarsi nei primi tepori, quando le brezze cominciano a soffiare, gli alberi si spogliano delle loro chiome accattivanti e restano lì, nudi e magnifici in quella loro semplicità. Si, la natura si mette a nudo quando noi ci copriamo, e quando siamo a noi spogliarci la natura si copre. E la natura quando si copre ci regala un emozione indescrivibile nella sua struggente varietà; credo che anche per gli uomini sia così, in fondo. In Estate ci si spoglia,  per antonomasia è la stagione della libertà, degli eccessi, della spensieratezza, del divertimento. Ma quanto sia vanesio tutto ciò, è lapalissiano, agli occhi di chi, come me, creda che non ci sia bisogno di tutto ciò per mostrare se stessi, per spogliarsi dalla maschera che la vita ci costringe ad indossare.

Anche noi, ci spogliamo in Autunno, in realtà, proprio come fa la nostra madre terra. E’ il momento in cui pianifichi il nuovo anno, più di quanto accada a ridosso di San Silvestro, e sei libero di essere te stesso in questo istante. Sei spoglio dal giudizio degli altri, sei tu ad essere l’artefice di tutto, in questo periodo. E nel farlo, ti accompagnerà la natura in questo periodo, nel quale ti mostrerà la sua esistenza, mostrandoti quanto sia aspra a tratti, ineluttabile nel suo susseguirsi di condizioni climatiche. La pioggia, il vento, le foglie, il freddo, ti mostreranno che tu sia arrivato al tempo dei riassunti, dei giudizi, delle memorie, dei ricordi. Ed è proprio adesso il momento in cui tu possa pensare a te stesso, in funzione di te stesso. In Autunno non ci sono cambiamenti, quelli avvengono quando l’uomo percepisce novità intorno a se, data la sua indiscussa cromosensiblità primaverile.

A volte ci si sente assopiti, assuefatti, per lo più si parla di tristezza e malinconia dai mutamenti repentini che avvengono, dal momento in cui la notte diventa sempre più crescente. Ma è al tramonto che inizia il nuovo giorno, non all’alba. Perché, per quanto possa risultare illogico che qualcosa possa cominciare quando stia per finire, è pur vero che non vi è situazione, impegno, questione che venga elaborata e disaminata nel momento in cui si ha la libertà di farlo, da soli o in compagnia, ed avviene puntualmente, per la maggiore, dal tramonto in poi. E ci può essere un inizio, d’un pensiero, di un opera, se non sappiamo come fare? Se non ci pensiamo a sufficienza su come affrontare il problema? Ecco, quindi, parallelamente, avviene nella natura circostante. Basti pensare agli animali che avendo provveduto alla raccolta durante i periodi più caldi, adesso programmano il letargo, le piante che perdono i loro fiori e fan si che dopo i rigidi periodi, sboccino meraviglie floreali.

Ed è il poter fantasticare, progettare, immaginare, in solitudine od in compagnia delle persone più intime. Acquietarsi dalle frenesie post-estive e pre-invernali con un buon caffè oppure un buon libro, con lo stillicidio della pioggia in sottofondo, oppure con una romantica passeggiata tra le foglie venute giù, ed immergersi nei pensieri e nelle luci della città, e della vita che scorre dinanzi ai nostri occhi.

L’Autunno è la stagione del pensiero, perché per quanto possiamo sforzarci di essere liberi durante gli altri periodi, non lo saremo mai come in questo periodo. Il pensiero fa l’uomo libero. E quando si pensa, si guarda sempre in alto, al cielo, non alla terra. Aveva proprio ragione il buon vecchio Søren Kierkegaard!

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finché c’è colore, c’è vita! ^_^

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finché c’è colore, c’è vita! ^_^

Progresso. Viviamo nell’epoca del “progresso”, ma dove inizia e dove ci porta quest’epoca? Passeremo sempre, ci schiacciano, e non c’è quasi modo di poter evitare di sopperire. Ed in tanto che siamo impegnati a cercare di non sopperire, noi continuiamo a farlo, ma non ce ne rendiamo conto, perché siamo troppo impegnati a tutelare la nostra maschera, quella soggetta al giudizio altrui, per difendere la nostra, la più importante, quella silenziosamente depauperata, e non dagli altri, ma dalla propria inezia nel non curarsi d’abito proprio, ma altrui.  Basti pensare sulla figura della politica, e dei politici, che non solo nel 2016, ma da sempre, in quanto detentori del potere ci impongono pensieri, usi e costumi, e l’hipsterismo moderno, è la testimonianza più lampante, di un progressismo che non si traduce in progresso. Ci stiamo costruendo una realtà, dei sentimenti, dei modus tra noi stessi e con gli altri, facenti parte di un disegno, di un impriting impositivo, fatto apposta, per essere pedoni sulla  scacchiera, e null’altro più. Ma mille pedoni, adesso, messi assieme, fanno una massa Bohemien messa al potere, la quale ovviamente non darà mai risultati soddisfacenti, se non per se stessa. E si sa, il badar all’occhio altrui non ci renderà mai scevri da vincoli necessariamente sufficienti a poter riprender il compito d’esser artefici del proprio destino.  E’ più facile dar la colpa al furfante di turno, più che ammettere che non si sia fatto abbastanza. E lo schiavismo aidiano  al quale siamo sottoposti, ci indebolisce, e sposta i nostri orientamenti sempre più alla soddisfazione edonistica, e meno a quella eterea. Ma si può vivere per avere sempre più oggetti? La mia risposta è NO! Perché il sole c’è ancora, la luna c’è ancora, il mare c’è ancora, i COLORI ci sono ancora, ci saranno sempre. Passeranno gli uomini, le idee, ma loro saranno sempre lì, per quanto a noi fermi, saranno sempre lì a muoversi costantemente al nostro passo. Finché il mare continuerà a muoversi con le sue onde, finché ci saranno il sole e le nuvole fortunatamente non sapremo mai come vestirci, finché ci saranno le rose, non tramonterà mai il sentimento, finché ci sarà l’amore, non ci arrenderemo mai. Già, perché la vita è una tavolozza di colori, ci sono istanti in cui dipingeresti con colori freddi ed altri con colori caldi, per esprimere le emozioni, ma i colori ci saranno sempre. E per esserci i colori, per utilizzarli, ci devono essere le emozioni pure e vere. Io sono fortunato perché ho una vita pullulante di genuinità, grazie soprattutto a chi mi è vicino, la mia ragazza che è il mio angelo custode, i miei stupendi genitori, e non per ultimo ci sono anch’io, che ho scelto di prendere un cavalletto, una tela, ed una tavolozza zeppa di varianti cromatiche, con le quali dipingerò il quadro della mia vita. ^_^

La sensibilità è una condanna, ma ti consente di cogliere migliaia di colori in un viaggio in bianco e nero! 

Libero di essere

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Libero di essere

Mi chiamo Simone e sono un giovane ragazzo, del Sud, sempre ad affrontare le peripezie che il nostro destino ci riserva. Credo, prima di tutto, nell’importanza dei valori come forza motrice delle idee da sostenere, degli obiettivi da perseguire, più che nel raggiungimento dello scopo, anche se condivido, entrando in contraddizione con il mio spirito, il pensiero macchiavellico,  purché sia giustificato dall’integrità della motrice stessa. “Il fine giustifica i mezzi, ma solo se il motivo sia nobile.” Questo è il mio pensiero, di fondo. I miei dogmi sono il rispetto, l’educazione, la sincerità, l’onestà ed integrità intellettuale, dedizione, sacrificio, coadiuvati a quel pizzico di audacia, sfrontatezza, faziosità,  fantasia, romanticismo, mai superflui. Insomma, modesti a parte, non sono una persona comune, specie nel contesto sociale che muove il sole e l’altre stelle oggi giorno, ma mi piace vivere con spirito da combattimento nel limbo nel quale ci ritroviamo a ballare.

Con questo Blog voglio solamente scrivere quello che penso, senza remore o timori, voglio dire quello che sento, esprimere me stesso, poter mettere in risalto, voglio essere libero di “combattere” usando tutte le mie armi a disposizione, anche a costo di lasciar di stucco chi può trovar aberrante ciò che scrivo.

La libertà non consiste tanto nel fare la propria volontà quanto nel non essere sottomessi a quella altrui.

(Jean-Jacques Rousseau)